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CASTROREALE (ME): GIU’ LE MANI DAGLI IMMOBILI COMUNALI PDF Stampa E-mail
sabato 21 gennaio 2012
Sample ImageI comunisti scrivono al Sindaco per contestare l’assegnazione in comodato gratuito a tempo indeterminato di immobili di proprietà comunale ad associazioni che perseguono finalità di tipo ricreativo, ludico, sportivo, ecc., nonostante la crisi economico-finanziaria che attanaglia anche gli enti pubblici.

 E’ a conoscenza di tutti che, in attuazione dell’apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale, sono in corso le procedure che dovranno portare alla concessione in comodato gratuito a tempo indeterminato di una serie di immobili di rilevante valore, appartenenti al Comune, alle associazioni che ne hanno o ne avranno fatto richiesta. A nome di quanti si riconoscono nelle nostre posizioni politiche e dei cittadini che nutrono sulla materia preoccupazioni e non ingiustificate riserve, sottoponiamo all’attenzione della S.V. le seguenti osservazioni.

I – Non può, pregiudizialmente, essere accettato in nessun caso – e meno che mai nell’attuale condizione di grave crisi economico-finanziaria in cui versano in particolare gli enti locali – un atto che trasferisca in maniera permanente e gratuita (oltre che onerosa, come nella fattispecie) l’uso di beni pubblici di notevole consistenza a privati cittadini, anche se riuniti in associazioni – reali o presunte – che svolgono attività che non rivestono interesse pubblico, ma perseguono finalità di tipo ricreativo, ludico, sportivo etc., che operano cioè nel campo dell’effimero.

La deliberazione consiliare con cui si fissano modalità e criteri dell’assegnazione di locali comunali va quindi contro ogni più elementare norma di buona e corretta amministrazione, configurandosi come una forma mascherata di alienazione di beni indisponibili ed appartenenti all’intera collettività.

II – Non si comprende, ove si escluda un’ottica semplicemente clientelare ed elettoralistica, come tra i beneficiari delle concessioni in oggetto possano essere inclusi dei soggetti quali l’associazione Pro Bafiattiva e l’Unione Sportiva Aquila che da anni occupano – da chiarire se in virtù di regolare atto del Comune – i locali dell’ex Scuola Elementare di Bafia, i quali risultano ridotti in uno stato pietoso di degrado (infissi scardinati, serrature divelte, porte di accesso permanentemente lasciate aperte, tapparelle fuori uso e quant’altro).

Ci si chiede se non sia il caso di chiamare tali associazioni a risarcire i danni provocati, piuttosto che pensare a concedere loro altri immobili, costruiti o restaurati con investimenti di grossa entità a carico della collettività, molto verosimilmente   destinati alla stessa sorte di quelli già in godimento.

III – Non si sa fino a che punto sia legittimo privare i cittadini che ne facessero richiesta dell’uso occasionale dei locali comunali, occupati stabilmente dagli eventuali assegnatari e quindi concretamente non usufruibili per altre iniziative.

IV – Un evidente profilo di illegittimità riveste la prevista concessione del campo sportivo, si presume alla locale squadra di calcio, che milita in campionato, in una serie che non può essere considerata puramente dilettantistica, come si vorrebbe far intendere col formale cambio di denominazione da U.S. (Unione Sportiva) a U.S.D. (Unione Sportiva Dilettantistica?), operazione quest’ultima che rappresenta un semplice escamotage. Si suppone infatti che nel campionato di promozione gli atleti debbano essere pagati.

Il campo sportivo di contrada Pietro Pallio – fa uopo ricordarlo – è sorto, su finanziamento della Cassa del Mezzogiorno, come un campo di gioco aperto a tutti e non recintabile. Ovvio che nessuno è autorizzato ad usarlo in esclusiva facendo pagare biglietti.

Risulta chiaro che nelle intenzioni del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione viene ad effettuarsi un cambio di destinazione, agevolando un’attività lucrativa e precludendo l’uso pubblico dell’opera.

V – Sarebbe il caso di accertare se non siano esistiti, non esistano e non possano sussistere palesi e gravi incompatibilità da parte di funzionari o amministratori del Comune, contemporaneamente destinatari, diretti o indiretti, di passate, presenti e future concessioni. Non è infatti concepibile la commistione tra chi concede e chi detiene la concessione, ove non trattisi addirittura delle stesse persone.

Quanto sopra perché la S.V. e l’Amministrazione tutta valutino con la dovuta serenità ed obiettività la delicata materia oggetto della presente ed adottino delle linee di condotta conformi con l’interesse pubblico, nella più scrupolosa osservanza della legalità, evitando di perpetuare o coprire situazioni poco limpide.

Distintamente.

Bafia, 20 gennaio 2012

p. Il Circolo Comunista “F. Lo Sardo”

(Prof. Domenico Catalfamo)




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