Pubblichiamo una lettera inviata recentemente dal Centro Studi “Nino Pino Balotta” di Barcellona P.G. al Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina sull’annosa vicenda dell’Archivio dell’illustre scienziato e umanista, morto nel 1987.
Egregio Professore, come saprà, questo Centro Studi, da me diretto, a suo tempo si fece promotore di un appello, sottoscritto da numerosi intellettuali di fama internazionale (primi firmatari Margherita Hack e Vincenzo Consolo), per opporsi alla deliberazione, assunta dal Senato Accademico, che disponeva la concessione in comodato gratuito all’Associazione “Corda Fratres” di Barcellona P.G. delle carte di Nino Pino Balotta, che, per testamento dello stesso, spettavano in eredità all’Università di Messina. A seguito di questo appello e della rinuncia da parte della “Corda Fratres”, il Senato Accademico decise che sarebbe stato lo stesso Ateneo messinese, com’era suo dovere, ad occuparsi di tali carte. In data 14 novembre 2010, la «Gazzetta del Sud» dava notizia che l’Università di Messina aveva “finalmente preso possesso delle carte contenute nell’archivio dello scienziato e umanista on. Nino Pino Balotta, rimaste dopo la sua morte avvenuta nel lontano 1987 nell’abitazione di Via Operai a Barcellona” e che i suddetti documenti erano stati trasferiti presso codesta Facoltà di Medicina Veterinaria per essere – secondo la dichiarazione rilasciata al giornale da Nino Armeli, bibliotecario dell’Università di Messina – “disinfettati” e “catalogati”.E’ trascorso quasi un anno dalla notizia riportata dalla «Gazzetta del Sud». Scrivo per chiederLe se le carte di Nino Pino Balotta sono state catalogate, se sono fruibili da parte degli studiosi e in quale specifica sede, se è possibile avere un elenco delle stesse, visto che esse sono rimaste per parecchi lustri (precisamente a partire dal 1987, anno della morte di Nino Pino, fino al loro prelevamento, da parte dell’Università di Messina, avvenuto nel 2010), in condizioni di totale abbandono, come ha più volte denunciato e documentato con foto la stampa locale, nell’abitazione di Nino Pino Balotta, alla quale avevano possibilità di accesso, in virtù di comproprietarie della stessa, terze persone, diverse dall’Università di Messina, e che alcuni soggetti hanno comunicato pubblicamente la costituzione, da parte loro, di archivi paralleli di documenti appartenenti allo scienziato e umanista, dei quali si sconosce la provenienza. Su quest’ultima vicenda, a quanto mi risulta, sono stati presentati parecchi esposti presso la Procura della Repubblica di Barcellona P.G. ed è intervenuta, a quanto pare, anche la Procura della Repubblica di Messina. In attesa di un Suo cortese riscontro, vive cordialità. Barcellona P.G. , 2 settembre 2011 Antonio Catalfamo, Direttore del Centro Studi “Nino Pino Balotta”
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