Da mesi, forse da anni, la giunta comunale non ha operato per la fronda di tre assessori su cinque, assenti dalle riunioni senza spiegare all’opinione pubblica le ragioni del dissenso. Ma il Sindaco rimane abbarbicato alla sedia e non pensa affatto di dimettersi. La denuncia politica, a nome dei comunisti, dal Prof. Domenico Catalfamo, per parecchi anni vice-sindaco di Castroreale.
L’attuale Sindaco di Castroreale, avv. Salvatore Leto, continua a rimanere abbarbicato alla sua sedia, sebbene non sussistano da tempo, se mai ci sono state, le condizioni minime per un’amministrazione in grado di svolgere i più elementari compiti istituzionali di competenza di una compagine come quella uscita vincitrice dall’ultima consultazione, che risale a quattro anni fa. Da allora il nulla sul piano delle realizzazioni e dei provvedimenti atti a fronteggiare la stessa emergenza creata dagli eventi meteorici che hanno prodotto squarci vistosi nell’assetto territoriale, idrogeologico, della viabilità, della rete fognante etc. Apprendiamo dalla stampa, reticente quando non scopertamente partigiana nel fornire informazioni sulla vita amministrativa di quel Comune, che la giunta di Castroreale è stata per parecchio tempo, forse addirittura anni, nell’impossibilità di riunirsi per la sistematica assenza di tre assessori su cinque, assenza evidentemente determinata da un dissenso sulle cose da farsi. Da notare che i tre assessori in protesta appartengono all’area di estrema destra e della componente Forza Italia del PDL. E’ noto infatti che il Comune di Castroreale è governato da una coalizione (si fa per dire) di destra-sinistra-centro, tenuta assieme solo dal desiderio di occupare il potere e di gestire con mire e metodi clientelari una realtà disastrata, in stato agonico. Abbiamo già scritto sulle caratteristiche e sulla storia politica del Sindaco e dei suoi sodali del Partito Democratico, e non vogliamo ritornarci sopra. La nostra preoccupazione e il nostro allarme, come comunisti e come persone impegnate per alcuni decenni nella politica locale, è per le sorti di quella comunità, che ha deciso di consegnare il proprio destino in certe mani. E torniamo alla vicenda attuale. Nessuno sa, perché non è stato esplicitamente detto dalle parti interessate, quali sono le ragioni del dissenso del gruppo “aventiniano”, che poi è espressione della gran parte dell’elettorato di centro-destra che ha consentito il prevalere del raggruppamento di maggioranza. Né il Sindaco Leto da parte sua ha inteso chiarire i termini del contrasto. L’importante per tutti è sopravvivere, alla faccia dei cittadini e dei problemi che urgono. Neppure l’opposizione consiliare, anch’essa “ibrida”, ma a prevalenza di centro-destra, dà segni di vita. Insomma la vita politica di Castroreale è in un pantano senza via d’uscita. Il Sindaco Leto non ha saputo fare di meglio che detronizzare uno dei tre assessori “in sonno”, sostituendolo con un altro più affidabile, che, con la sua presenza, possa consentire alla giunta di riunirsi. E così tutto dovrebbe continuare, come se nulla fosse accaduto. Di fronte a un tale stato di cose nessuno reagisce. Perché a Castroreale non ci sono partiti, non c’è vita democratica. Ci sono solo piccole consorterie che si sbranano tra loro per la conquista del potere, senza una reale alternativa di programmi, di idee, di attenzione all’interesse generale. Sembra essere ripiombati nel lontano passato, prima che l’avvento dei partiti di sinistra ponesse le questioni in termini politici e avviasse una lunga stagione di attività tesa alla crescita economica, sociale, civile e culturale di quel Comune. Per cambiare lo stato di cose esistente occorrerebbe un sussulto capace di scuotere l’atmosfera stagnante. Comprendiamo che è difficile, ma non per questo meno necessario. Solo i giovani possiedono le energie occorrenti all’impresa. Ma bisogna che essi, i più intelligenti e responsabili, comincino a pensare alle cose serie, si sottraggano alle lusinghe del cosiddetto “associazionismo”, che non per nulla rappresenta l’unica cura degli attuali amministratori, tesa ad addormentare i giovani, tra giochi, sagre, competizioni calcistiche, divertimenti vari (a spese del Comune), distogliendoli dall’impegno politico o legandoli al carro di capi e capetti che rispondono ai gruppi dominanti. L’alternativa è il declino, la fine stessa di una comunità. E questa prospettiva è vicina, molto più di quanto si pensi. Prof. Domenico Catalfamo, Circolo comunista “Francesco Lo Sardo”, Bafia-Castroreale (Me)
|
- Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
- Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
- E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
- Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
- Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.
|
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com All right reserved |