Il Preside della Facoltà di Veterinaria dà solo generiche rassicurazioni sulla catalogazione in corso delle carte di Nino Pino. Bertuccelli (Pdci): "Aspettiamo fatti concreti, non solo su questo fronte".
Leggiamo, sulla «Gazzetta del Sud» del 2 novembre c.a., una dichiarazione del Preside della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Messina, prof. Vincenzo Chiofalo, nella quale egli afferma che sono state avviate, “di concerto con la responsabile della biblioteca della Facoltà”, le “procedure di inventariamento e catalogazione” delle carte costituenti l’archivio Nino Pino, lasciate da quest’ultimo, tramite testamento, all’ateneo peloritano. Lo stesso prof. Chiofalo aggiunge che “in tempi ragionevolmente brevi” sarà consentita la “piena fruibilità” del suddetto materiale agli studiosi e a chiunque ne avesse interesse. Il Partito dei Comunisti Italiani ricorda che è passato circa un anno da quando l’Università di Messina ha prelevato le carte di Nino Pino dall’abitazione di Via Operai, sita a Barcellona P.G., nella quale sono rimaste incustodite e in uno stato di degrado ampiamente documentato dalla stampa locale, anche con foto, per più di vent’anni. Molto tempo prima il Magnifico Rettore aveva, sempre pubblicamente, assicurato che l’ateneo messinese avrebbe provveduto in tempi ragionevoli alle suddette operazioni di “inventariamento” e di “catalogazione”. Non possiamo, dunque, accontentarci, dopo ripetute prove di inerzia, accompagnate da altrettante rassicurazioni, delle generiche affermazioni del prof. Chiofalo. Attendiamo che le carte dell’archivio Pino siano rese fruibili, anche per verificare se ci sono delle lacune, visto che terze persone, diverse dall’Università, avevano libero accesso all’abitazione di Via Operai e vantano pubblicamente la costituzione di archivi paralleli. Confermiamo gli esposti presentati alla magistratura, affinché venga fatta piena luce su tutta la vicenda. Il Pdci non ha mai messo in dubbio l’istituzione e l’assegnazione periodica, da parte dell’Università di Messina, delle borse di studio intitolate alla figlia e alla compagna di Nino Pino, anche perché questo partito sa che l’unica attenzione dispiegata dall’ateneo messinese in relazione all’eredità dello scienziato e umanista barcellonese ha riguardato proprio, nell’immediatezza della morte, il reperimento, da parte dell’esecutore testamentario, prof. Pietro Bronzetti, dei titoli bancari che servivano a finanziare dette borse. Comunque questo Partito richiede alla magistratura che si concludano, entro i termini stabiliti dalla legge, evitando ulteriori intoppi burocratici, i processi in corso che riguardano la Facoltà di Veterinaria, in alcune sue componenti, per evitare che scattino prescrizioni “salvifiche”. Siamo preoccupati per l’intera vicenda dell’eredità di Nino Pino, anche in merito alla vendita della casa dell’illustre, che, ribadiamo, a nostro parere la “Fondazione che amministra i beni dei Ds” non aveva il diritto per vendere l’immobile. Antonio Bertuccelli, segretario provinciale PdCI
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