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Santa Lucia del Mela - Necessaria una svolta PDF Stampa E-mail
venerdì 02 novembre 2007

Sample Image Santa Lucia del Mela - Ottobre 2007

Purtroppo siamo stati facili profeti. Sin dagli esordi del dott. Santo Pandolfo come sindaco di Santa Lucia del Mela, abbiamo contestato i suoi metodi antidemocratici o, meglio ancora, autoritari nella gestione della cosa pubblica. Si trattava – e si tratta – , a nostro avviso, non soltanto di un difetto nel modo di operare concreto (il che sarebbe già cosa grave), ma anche di un’idea sbagliata del proprio ruolo istituzionale, dei rapporti con le altre istituzioni, con i partiti, con i singoli cittadini. E ciò è ancor più grave. Sembra che il sindaco creda che, una volta eletto, non debba più rispondere a nessuno, per tutto il corso della legislatura, del proprio operato.

Alla fine del mandato si faranno i conti, cioè si verificherà, una volta per tutte, se la maggioranza dei lucesi ha condiviso o meno la politica amministrativa del “primo cittadino”, ammesso ch’egli ne abbia avuto una.

Il dubbio è legittimo, perché egli non sa se è di “sinistra” o di “destra” e se ne è pure vantato, anzi su questo dilemma ha fondato la propria fortuna politica. Per lui amministrare significa mediare tra vari gruppi di notabili, trovare un equilibrio tra i loro interessi, accontentare questo o quel “gruppo di pressione”.

Ma, a lungo andare, questa politica da vero e proprio mediatore ha dimostrato il fiato corto. Non poteva essere altrimenti, perché ben diverso è il ruolo del sindaco rispetto a come Pandolfo lo ha concepito e continua con protervia a concepirlo.

Democrazia non significa andare a votare una volta ogni cinque anni e firmare una cambiale in bianco all’amministratore di turno perché faccia e disfaccia a suo piacimento e con il beneplacito di pochi “amici”.

Un sindaco che si rispetti deve dare rendiconto, giorno per giorno, a chiunque glielo chieda: al singolo cittadino, ai partiti, agli altri organi istituzionali. Deve affrontare e risolvere i problemi da qualunque parte siano segnalati, purché siano reali. E, invece, Pandolfo ha tutt’altra idea e insiste nel portarla avanti, con grave danno per la comunità luciese.

Ma se all’inizio il Partito dei Comunisti Italiani era quasi solo a contestarlo, col tempo il dissenso intorno al sindaco si è allargato progressivamente, fino a diventare quasi unanime. Pandolfo non può andare d’accordo con nessuno.

Dapprima ha litigato con il difensore civico, che pretendeva – nientemeno – di svolgere dignitosamente il proprio ruolo istituzionale, previsto dalla legge, che parla chiaro: “Il Difensore Civico svolge il ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento dell’Amministrazione comunale”.

Ma ancora una volta, nella sua relazione annuale, che copre il periodo 21 luglio 2006 – 20 Luglio 2007, Paolo Cigala si è detto “osteggiato” nell’esercizio delle sue funzioni.

Il Partito dei Comunisti Italiani – come risulta anche da precedenti documenti (in particolare si veda quello del Novembre 2006) – ha fatto tutta una serie di proposte per la valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed archeologico di Santa Lucia del Mela, per il rilancio economico e turistico della città, per il risanamento ambientale e per la tutela della salute pubblica (a fronte dell’esistenza di fogne a cielo aperto!), per la prevenzione dei rischi sismici. Ma non ha avuto alcun riscontro da parte del sindaco Pandolfo, mentre si sono attivate altre istituzioni, come il difensore civico e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

Ma – come già detto – i partiti non sembrano esistere per Pandolfo. V’è di più. Il sindaco è entrato in conflitto con il consiglio comunale, che ha ripetutamente bocciato importanti documenti contabili, perché egli continuava al insistere per l’aumento del proprio stipendio e di quello degli assessori, motivato, a suo dire, dal fatto che Santa Lucia è comune turistico.

Circostanza, quest’ultima, tutta da dimostrare, visto che non esiste neanche una struttura alberghiera. Siamo, dunque, allo stallo completo. Per uscirne non bastano i soliti “pannicelli caldi”, la  ricomposizione, sulla base di nuovi equilibri, tra i gruppi di notabili che hanno appoggiato Pandolfo. Né si può lasciare che la città condivida la lunga agonia della giunta in carica. Né si può accettare, infine, che, con gli stessi metodi che hanno portato all’elezione di Pandolfo, i gruppi di potere, esistenti in città, si accordino sul nome del suo successore, che ne segua, in tutto e per tutto, le orme.

E’ necessaria una svolta politicoamministrativa, improntata a nuove idee e nuovi metodi. E’ necessario che la dialettica politica torni a svolgersi tra partiti e schieramenti politici, nella chiarezza dei ruoli, nel rispetto dei rapporti istituzionali, mettendo da parte i personalismi e la logica “criccaiuola”.

Il Partito dei Comunisti Italiani è disponibile, come per il passato, a fare la propria parte, a battersi per l’unità della sinistra, per l’alleanza con altre forze politiche d’ispirazione democratica e progressista, sulla base di programmi chiari ed elaborati con la massima trasparenza.

Santo Brunetta

per Partito dei Comunisti Italiani Santa Lucia del Mela




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