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(DOCUMENTO DEI COMUNISTI ITALIANI) Santa Lucia del Mela, novembre 2006
Non pretendiamo che il sindacvo di Santa Lucia del Mela, dott. Santo Pandolfo, si richiami ai "sacri testi" del marxismo. Ma ci aspetteremmo ch'egli, essendo degno esponente di un partito (i D.S.) d'ispirazione vagamente liberale, avesse presenti le idee di Piero Gobetti in materia di democrazia. Il giovane intellettuale torinese sosteneva che la forza motrice di una società veramente liberale e democratica è rappresentata non solo dal confronto delle idee, dal dibattito tra i partiti, ma anche dal conflitto sociale e politico (non diciamo “lotta di classe” per non scandalizzare il sindaco). Tutto ciò, invece, è lontano anni luce dall’orizzonte mentale e dal modo di amministrare del buon Pandolfo. In precedenti documenti abbiamo denunciato com’egli abbia ridotto il consiglio comunale ad un organo di semplice ratifica delle decisioni sindacali e non ritenga opportuno confrontarsi con i partiti (neppure col proprio). E’ ormai di dominio pubblico che il sindaco ha ripetutamente ostacolato il difensore civico nello svolgimento delle sue funzioni, non tenendo conto che si tratta di una figura istituzionale al di sopra delle parti, che, proprio per i doveri del suo ufficio, deve farsi portavoce delle istanze dei cittadini nei confronti dell’amministrazione comunale.
La misura è colma. L’autoritarismo del sindaco si è trasformato in palese dittatura, che, come Comunisti Italiani, intendiamo denunciare all’opinione pubblica, alle forze politiche, anche provinciali, alle associazioni ed ai movimenti d’ispirazione democratica. Nel contempo, chiediamo alle autorità preposte di accertare se eventualmente sono stati compiuti da qualcuno reati omissivi nei confronti del difensore civico. In tal caso, essi vanno perseguiti.
La situazione amministrativa della città è molto grave. In documenti che, come Comunisti Italiani, abbiamo inoltrato e ci apprestiamo ad inoltrare a varie autorità, denunciamo: • La persistenza nel territorio di Santa Lucia del Mela, nell’anno 2006 (!), di fogne a cielo aperto, che comportano rischi per la salute della popolazione; • La sospensione dell’assistenza domiciliare agli anziani bisognosi, che così finiscono per essere abbandonati a se stessi; • La mancata valorizzazione di importanti risorse (storiche, artistiche, paesaggistiche ed ambientali) di cui la città dispone, per farne della stessa un centro di interesse turistico-culturale. (Abbiamo, o no, il dovere di assicurare a questa martoriata città un futuro diverso e migliore?) • La mancata riappropriazione e idonea utilizzazione da parte del Comune di immobili di sua proprietà, annessi all’ex convento dei Cappuccini, che erano stati, in un lontano passato, concessi alla Curia Arcivescovile esclusivamente perché li utilizzasse a fini benefici (accoglienza, educazione ed istruzione di orfanelle), mentre da tempo non vengono utilizzati nemmeno per altri fini. • La mancanza di una discarica per materiali inerti ed affini progettata e realizzata secondo le normative vigenti, con la conseguenza che tali materiali vengono depositati nei posti più svariati del territorio comunale, che ne risulta deturpato; • L’inesistenza di un adeguato piano di prevenzione dai rischi sismici e di informazione dei cittadini circa il comportamento da tenere in occasione di calamità di questo genere; • La mancata tutela delle numerose aree d’interesse storico-archeologico individuate all’interno del territorio comunale dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. • L’incremento del contenzioso legale tra cittadini e pubblica amministrazione, che evidenzia il deterioramento dei rapporti amministratori-amministrati. • La mancata adozione di apposito regolamento relativo agli interventi nel civico cimitero, contravvenendo ai moniti della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.
Dal quadro sin qui delineato emerge la necessità che il sindaco Pandolfo, responsabile di una gestione autoritaria nonché disastrosa della cosa pubblica, rassegni immediatamente le dimissioni, per impedire che la situazione della città si aggravi ulteriormente. Le speranze degli elettori che, a stragrande maggioranza, avevano scommesso su di lui sono state ampiamente ed inequivocabilmente deluse. La città va alla deriva. Se non viene assicurata neanche l’ordinaria amministrazione e non vengono rispettate le più elementari regole democratiche, figuriamoci se si possono elaborare, da parte degli attuali governanti, seri piani di sviluppo economico. S’impone, dunque, un immediato cambiamento di rotta, affinché Santa Lucia del Mela possa risorgere. Per tutto ciò è necessario aprire una nuova stagione politico-amministrativa, che porti ad un dopo Pandolfo.
========================================================================= “Sapere quello che va fatto ed essere capace di spiegarlo, amare il proprio paese ed essere incorruttibile sono le qualità necessarie ad un uomo che vuole governare la propria città” (Pericle).
IL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI Sezione E. Berlinguer Santa Lucia del Mela Santa Lucia del Mela, novembre 2006
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